Intervista GialloVerde – CARLO

“Primo tifoso” è un’espressione comunemente usata per parlare del presidente di squadra, colui che caccia e insacca la grana. Noi la usiamo in un altro modo, perché se un primo tifoso gialloverde può esistere è colui che ha dato il proprio cuore alla causa.
Inauguriamo la nuova rubrica con una imperdibile intervista al nostro unico e inimitabile signor Carlo.

 

1) Quando è stata la prima volta che hai sentito parlare del Dal Pozzo e cosa hai pensato?

S.C: Mah….sinceramente ricordo poco. So che era l’inizio del 2014, non era ancora nata la Frazione Calcistica, ma avevo saputo che nelle vicinanze di Saronno giocava una squadra (quella degli Amatori Dal Pozzo….) sostenuta da una vera e propria “Curva”. Era un periodo in cui “avevo chiuso” con il Calcio (dopo l’ultimo scandalo delle scommesse, quello del 2006 avevo anche smesso di seguirlo in TV). Timidamente mi affacciai al Wilson Park e seguii buona parte delle partite casalinghe della stagione 2014/15, standomene in una posizione un po’ defilata rispetto alla Masnada. Ebbi subito la sensazione di trovarmi in una situazione fantastica, soprattutto se rapportata al contesto in cui si svolgeva. Sembrava di vivere un Sogno. Non mi sentivo però ancora pronto per il mio ritorno in una Curva (avevo smesso di andare in Fossa dei Leoni nel lontano 1994). Poi con la nascita del progetto attuale ho iniziato a far parte della Masnada, sin dall’inizio del campionato 2015-2016. I Ragazzi mi hanno subito accolto con tanto calore ed amicizia. Le mie prime titubanze, dovute soprattutto alla notevole differenza di età rispetto alla media, vennero spazzate via dalla consapevolezza di far parte di un gruppo di persone che condivide la mia stessa modalità di pensare e vivere il Calcio, e non solo.

 

2) Da vecchio frequentatore delle Fossa: più fatale Verona ’90 o Cassina de’ Pecchi ’19? Parlaci di come le hai vissute e di cosa ti porti dietro di quelle partite.

S.C: Domanda alla quale non è facile rispondere….ci provo sperando di non annoiare nessuno!
Direi che sono due situazioni moooolto diverse, anche se il filo conduttore può sembrare lo stesso. All’epoca della “Fatal Verona” (campionato 1972-73) ero poco più che un bambino. Mi ricordo che insieme al mio compagno di banco di prima media, anche lui rossonero come me, preparammo mentalmente quel campionato partita per partita, facendo ipotesi su chi avrebbe giocato la domenica successiva già dal lunedì mattina (mai seguito una lezione di Epica per tutto l’anno…..il programma di Italiano prevedeva l’insegnamento dell”Eneide in prima media….) ed eravamo più che certi che avremmo espugnato quel campo, il Bentegodi appunto, essendo il Verona già salvo da un po’. Tra l’altro il mercoledì precedente la partita di Verona avevamo vinto, anche se un po’ rocambolescamente, la seconda Coppa delle Coppe. Si insomma, non c’erano dubbi: si vince alla grandissima. E invece…..La voce stentorea di Enrico Ameri che annuncia alla Radio,all’inizio del secondo tempo, “Verona 3 – Milan 1” me la ricorderò per tutta la vita. Non sto qui a raccontare come andò a finire comprese le prese in giro da parte dei compagni di classe, dei parenti , anche dei vicini di casa, sigh! Te lo assicuro: durarono per anni. Almeno fino al 1979, quando vincemmo il Campionato che ci diede la Stella. La Finale di Coppa Lombardia di quest’anno l’ho vissuta con la consapevolezza e l’esperienza dei miei 57 anni, quindi con altri “attrezzi interiori”. E poi, per quanto abbia fatto un po’ male, non è stata affatto una debacle, anzi! Quindi direi che proprio per i motivi di cui sopra non possiamo mettere le due sconfitte sullo stesso piano.
INTEGRAZIONE RISPOSTA:
E’ che io,appena leggo la parola “Fatale”, penso subito a quella stregatissima partita (20 maggio 1973, e chi se ne dimentica più??????)
Se puoi cambiare la domanda in Verona ’73 anziché ’90 la mia risposta è già scritta.

Se invece intendi specificatamente Verona ’90 allora……..non ci sono dubbi: mi è spiaciuto di più per Cassina de Pecchi 2019. Anche perché quella del ’90 fu una sconfitta figlia di un calcio per il quale non nutrivo più una grande stima (mi erano già passati davanti gli scandali scommesse del 1980, del 1985 ed altri ancora…..). Avvertivo già le prime avvisaglie di disinteresse (anche se era un Milan stellare, che vinceva sempre…forse troppo per i miei gusti) che mi hanno spinto ad abbandonare la frequentazione degli stadi del Calcio “Mainstream” nel 1994, come già scritto.

 

3) Ogni anno parte la caccia alla tessera #1. So che tu spesso riesci a conquistarla, hai sviluppato una tecnica particolare o ti fai guidare dall’istinto?

S.C: Direi che la domanda si basa su presupposti inesatti. Nel senso che, da quando sottoscrivo la tessera di Socio del Dal Pozzo (settembre 2015), una sola volta mi è capitato di ricevere la numero 1. E solo perché al momento dell’apertura della campagna ero seduto di fianco al nostro mitico Presidente. Chi mi conosce bene sa che sono timido, niente affatto ego-centrico, quindi non ci tengo particolarmente ad apparire. Nemmeno per la tessera del nostro amato Dal Pozzo.

 

4) Finale di Coppa il giorno del compleanno di Paola. Che fai?

S.C: Non c’è partita, dai: FINALE DI COPPA! Ma non per mancanza di attenzioni verso Paola, anzi…se ogni anno le sottoscrivo la tessera del Dal Pozzo è perché la amo veramente! Una cena di compleanno si può sempre sostituire con una romantica colazione mattutina. Ma una Finale di Coppa no, è Sacra….non scherziamo!

 

5) Un gol, una scivolata, un rutto, una sbronza, una bestemmia. Raccontaci il tuo ricordo più bello legato al gialloverde.

S.C: Anche qui….quante cose potrei raccontare sulle emozioni finora provate (dalla fantastica cena Masnadiera due giorni prima della partita con l’Atletico fino al gol al 90′ a Mozzo….davvero mozzafiato, passando per il gol del 3 a 2 della vittoria a Rescalda nell’ottobre 2015). Sono un po’ in difficoltà. Vabbè ci provo: essendo un amante di atmosfere British, calcisticamente parlando, direi i due gol, il primo in particolare, segnati alla Dairaghese sotto la neve e con i riflettori accesi nel dicembre 2017. Ma credimi, ce ne sarebbero tantissimi altri di episodi da raccontare e non vorrei prendermi troppo spazio (vedi risposta alla domanda numero 3).

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