Intervista GialloVerde – CAYE

Secondo l’antico adagio dio li fa e poi li accoppia, o in alternativa: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Insomma, per l’intervistata di oggi le premesse, per essere annoverata nell’albo dei fuoristi d’eccellenza, erano più che evidenti. Della penisola iberica ha la parlata e l’attitudine fiestaiola, siore e siore: Caye!

1) Quando è stata la prima volta che hai sentito parlare del Dal Pozzo e cosa hai pensato?

C: Durante l’inverno del 2016/2017, avevo appena conosciuto Daga. Ricordo che mi mandava delle foto della squadra in campo e i tifosi sugli spalti con le torcie e pensavo questi sono dei matti! Poi tramite i suoi racconti ho saputo un po’ di più sull’ambiente che si respirava all’interno della squadra, il progetto,il Kick n Drink…In quei momenti il calcio in generale mi importava pochissimo ma ero curiosa di conoscere di persona quello che si faceva qui.

2) Venendo da quel fantastico miscuglio diabolico che si chiama Madrid, hai trovato qualche analogia tra i personajes che ci sono lì ed i fuoristi che hai conosciuto qui?

C: C’è una forte somiglianza nell’amore per la birra e la festa, ma anche nel trattarci come fratelli o sorelle all’interno d’un gruppo.

3) Ogni estate (o quasi) una delegazione della Masnada Dalpozziana partecipa alla No Racism Cup, sotto il sole abbagliante del Salento, ed ogni anno quelle terre sono scenari di infiniti aneddoti, ce ne vuoi raccontare qualcuno dell’ultima edizione?

C: Quara vestito con una gonnellina da ballerina all’alba, Zaber sul palco, il Pres emotivo, LoZio e LeChaval con i sorrisoni alla Trash, la presa bene di tutti… Ci sono tanti ricordi di quei giorni e purtroppo alcuni poco lucidi ma ci siamo divertiti tanto. C’era una bella atmosfera di gruppo tra i Masnadieri e il Salento è stata una scoperta con loro.

4) Immaginiamo che a vivere con il Lupo (ndr Marco Daga) non ci si annoi facilmente, ma sappiamo che anche tu non ti tiri certo indietro quando c’è da montar lio (fare casino), chi ulula più forte alla luna fra i due nelle notti di luna piena?

C: Facciamo a turni per non creare dei disastri ma lupo ce n’è solo uno.

5) Un gol, una scivolata, un rutto, una sbronza, una bestemmia. Raccontaci il tuo ricordo più bello legato al gialloverde.

C: Faccio fatica a scegliere soltanto uno perché per me l’ambiente del Dal Pozzo è troppo bello e quasi tutte le situazioni vissute meriterebbero una menzione. La trasferta in semifinale di Coppa contro Amici Mozzo, per esempio, è stata indimenticabile. Il viaggio in pullman cantando cori assurdi, la tensione all’arrivo in campo, l’emozione durante tutta la partita, il gol al 90esimo ma soprattutto il post partita con giocatori e tifosi uniti nel parcheggio prima di fare un pullmino-festa di ritorno a casa.

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