Intervista GialloVerde – PAOLINO

Alla luce dell’abboffata di aneddoti da cinehorror con cui i nostri intervistati ci hanno finora deliziato, risulta incomprensibile come si riesca ad attirare calciatori giovani e soprattutto seri (per quanto sia possibile a questa profondità calcistica).

Buono e gentile, ma non fatelo arrabbiare, in men che non si dica potrebbe uscirgli l’animo tamarro e far partire man rovesci senza un domani, ecco a voi Paolino Algeri!

 

1) Quando è stata la prima volta che hai sentito parlare del Dal Pozzo e cosa hai pensato?

P.A: La prima volta che ho sentito parlare del ‘Dal Pozzo’ è stato nell’estate di due anni fa, proprio quando avevo deciso di smettere.

Cusato mi ha detto che avrebbe iniziato questa nuova esperienza, raccontandomi un po’ del tifo fuori dal comune.

Vedendo poi vari video su YouTube mi è subito piaciuta questa idea e ho deciso di provare anch’io quest’esperienza .

 

2) Questa per te era una stagione iniziata storta con l’infortunio al ginocchio in una delle amichevoli pre-stagione. Proprio quando stavi riprendendo ad allenarti è arrivata la sospensione delle attività.
Se ti dava fastidio giocassimo senza di te potevi dirlo…

P.A: In effetti la stagione  è iniziata malissimo: dalla partita più inutile dell’anno a rompersi il crociato diciamo che non è  stata la cosa più bella che potesse capitarmi ahahah.

Per quanto riguarda questa sospensione, forse  è stata un bene così almeno, se tutto riprenderà, riusciró a giocare questo finale di stagione tra Coppa, campionato ed eventuali play off.

Quindi se tutto andrà bene quest’anno vi toccherà sopportarmi ancora qualche mese ahahah

 

3) Lo scorso anno, al tuo primo anno in maglia gialloverde e da “giovane”, ti sei subito ritagliato un ruolo da protagonista nella rosa. Cosa ti è piaciuto maggiormente? Che obiettivi personali ti dai?

P.A: Lo scorso anno è stato fantastico, soprattutto perché è stato tutto inaspettato, non pensavo nè di ritagliarmi tutto questo spazio nè tantomeno di essere uno dei protagonisti.

Quello che mi è piaciuto maggiormente è stato il calore dei tifosi ad ogni partita, in una parola: ineguagliabile.

Mentre come obiettivi personali prima di tutto c’è quello di riprendermi dall’infortunio al meglio e il prima possibile e poi giocare tutte le stagioni come quella passata e se possibile fare sempre meglio.

 

4) Visto che hai l’ “onore” di giocare nello stesso ruolo di un senatore come Nesi, cosa pensi di non dover assolutamente imparare da un individuo del genere?

P.A: Contrariamente da ciò che viene detto nella domanda giocare nello stesso ruolo di Nesi è un’onore per me perche penso di dover imparare molto da un personaggio come lui, dal chiamare fuorigiochi inesistenti, all’urlare negli spogliatoi, al non avere mai voglia di allenarsi fino a cantare canzoni bruttissime sotto la doccia. In poche parole lo definirei un idolo!

 

5) Un gol, una scivolata, un rutto, una sbronza, una bestemmia. Raccontaci il tuo ricordo più bello legato al gialloverde.

P.A: Il ricordo più bello è senza dubbio la giornata di ritorno della semifinale di Coppa, dalla gita in pullman fino all’esultanza dopo il gol di Fra (ndr Dezio), quasi da lacrime agli occhi…Coppa finita poi male perché qualcuno ha sbagliato l’ultimo rigore …

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