Intervista GialloVerde – STEFANIZZI’s

Dopo svariate (e svarionate) interviste dal mondo oltre la linea della decenza, torniamo a parlare di campo. Lo facciamo per la prima volta con una intervista doppia, figlio e padre, che sono entrati nel mondo gialloverde insieme e lo hanno impreziosito sia in campo che sugli spalti. Gentili lettori ecco a voi Mattia Stefanizzi & padre!

1) Quando è stata la prima volta che avete sentito parlare del Dal Pozzo e cosa avete pensato?

M.S: la prima volta che ho sentito parlare di questa realtà è stato 3 anni fa da Fucchi e Dezio che parlavano ogni settimana del Dal Pozzo…mi hanno subito parlato della curva e non pensavo potesse essere vero e chi glielo facesse fare, ma ho dovuto subito ricredermi vedendo i video su youtube e sulle pagine facebook (che consiglio di seguire).

DAD: la prima volta che ho sentito parlare di dal pozzo è da Dezio e ho pensato subito che sono tutti fuori di testa, cosa che confermo anche adesso…

2) Per tuo immenso piacere ai nostri occhi arrivi dagli stessi quartieracci che hanno partorito Fucchi, Dezio, Barberini e soprattutto Padelli. Cosa vuoi dire a tua parziale discolpa?

M.S: Ci tengo a dire che io e Dezio veniamo da Bariana che è una frazione di Garbagnate…Però riflettendoci Fucchi ha una qualità mai vista in queste categorie, Dezio un sinistro mai visto in queste categorie, Barberini oltre al fatturato, un capello biondo mai visto in queste categorie e infine Padelli un petto mai visto in queste categorie. Per me invece cito un commento facebook dell’anno scorso che diceva: “roberto carlos” (magari) oppure un commento del mister: “oggi non mi serve che fai i numeri alla Totti in difesa” (una svista incredibile sicuramente)

3) Le poche volte che Mattia (Fizzi per tutti) è stato in panchina ha fatto venire il mal di testa a tutti quanti, un fiume in piena di parole. Voci di corridoio dicono abbia iniziato a parlare ancora prima di vedere la luce. Cosa ha mangiato da piccolo? Bartezzaghi fritti?

DAD: voi non sapete una cosa…Mattia doveva essere una femminuccia, solo quando è nato abbiamo scoperto che era un bel maschietto… qualcosa di femminile doveva rimanergli (la logorrea tipica delle pettegole).

4) Mattia in campo e Giuseppe sugli spalti, con questa modalità avete vissuto diverse realtà calcistiche. Cosa salvate di tutti questi anni? Cosa conservate come bagaglio di esperienze?

M.S: Abbiamo girato un po’ di realtà calcistiche nell’interland milanese, quello che non è mai cambiato è il fatto di vedere mio padre in tutti gli spalti, indipendentemente dalla distanza, lui è stato sempre presente (anche fin troppo visto che mi trovo a dover ascoltare da una parte il mister e dall’altra lui che mi urla dagli spalti). Di questa esperienza mi porterò sicuramente dietro sia il gruppo di persone fantastiche, i cori della curva che non mancano mai, ma anche le birre a fine partita non sono da sottovalutare.

DAD: L’esperienza migliore è quella di aver conosciuto ragazzi che hanno seguito la squadra in qualunque campo e con qualsiasi condizione metereologica, cosa che in queste categorie non esiste. Il tifo, l’amicizia, l’organizzazione (quasi maniacale) per gli eventi sportivi e gli avvenimenti sociali. Dagli spalti ho visto una grande squadra contro le grandi squadre, ma un branco di pivelli contro le piccole squadre. Sugli spalti ho riscoperto odori e sapori della mia gioventù, ma la parola che mi ha più colpito è “dai bagai”.

5) Un gol, una scivolata, un rutto, una sbronza, una bestemmia. Raccontaci il tuo ricordo più bello legato al gialloverde.

M.S: Di ricordi belli con il Dal Pozzo ne ho tanti, dal primo gol di destro ad incrociare dal limite dell’area (cosa mai successa in precedenza e neanche dopo) alla finale di Coppa Lombardia, ma secondo me l’evento più bello è stato la semifinale di ritorno con il Mozzo, una partita indimenticabile oltre che in campo anche fuori…tifo pazzesco e al gol di Dezio è esplosa una bolgia mai vista prima… per quanto riguarda la sbronza non posso non citare la gara di chupiti alla tombolata 2018 tra Bolgio e Mura contro il solo Edo che sappiamo tutti che fine ha fatto…

DAD: Per i gol e le emozioni provate sono d’accordo con mio figlio (la prima volta che lo sono); la scivolata più clamorosa il rigore sbagliato durante la partita in finale di Coppa Lombardia; ricordo con piacere il pranzo alla quale ho partecipato con mia moglie e anche la presentazione della squadra con il mitico cantante jazz portato dal papà del presidente (Riccio fai cagare da parte di Fizzi);il mitico sbandieratore che ha le scarpe inchiodate al cemento che non si sposta neanche se lo prendi a bastonate; i canti e i cori molto originali ma il mio preferito rimane. “ci fumiamo le birre, ci beviamo le canne, non capiamo più un cazzo, alèèèè”

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