#annibuttati in pillole (episodio 4) “GIUNTO IL GIORNO TANTO SOGNATO, DAL POZZO IN CAMPO E LO STADIO GREMITO”

 

Al principio di ogni cosa c’è un attimo sfuggente ai nostri occhi, un piccolo impercettibile istante in cui la potenza diviene atto. Qual è il momento preciso in cui un seme comincia a germogliare nel terreno? È probabilmente impossibile stabilirlo, quel che è certo però è che perché ciò avvenga sono necessarie alcune, imprescindibili, condizioni: innanzitutto bisogna avere un seme da gettare e un buon terreno dove farlo crescere. Il seme del nostro progetto, ciò da cui nacque tutto questo casino, non fu altro che una folle e malsana idea: avere una squadra tutta nostra! Probabilmente era stata partorita durante una notte di incubi e visioni, ma una volta che quel seme venne gettato tra la ciurma fu quasi impossibile fermarlo. D’altronde quella Masnada di scapestrati era un perfetto humus (letteralmente un mix di merda e calcio) che rendeva propizio l’ambiente e faceva apparire come percorribile anche l’idea più assurda. L’entusiasmo fece il resto e così, nel giro di qualche settimana, ci trovammo a disegnare lo stemma della nostra squadra e a ideare le maglie da gioco, ispirate a una vecchia divisa che il nostro anti-eroe preferito, Eric Cantona, indossò a i tempi dello United.
Se proprio volessimo provare a dare un inizio a questa storia, dovremmo tornare a una notte della tarda primavera del 2015, quando, in una stanzetta fumante che all’epoca faceva da covo, ci accorgemmo di avere quasi tutto pronto, tranne un presidente. Perché ok, l’autogestione è bella e l’antirazzismo è giusto, sì insomma il progetto è figo, ma chi se l’assume la responsabilità di quella folla di matti? Fu allora che eleggemmo, a sua insaputa, l’unico che quella sera era assente, il quale ci trovò qualche ora dopo ormai totalmente ebbri e festanti. Una volta capito che il dado era ormai tratto, il sommo presidente si calò nella nuova parte e tracciò la rotta: “Obiettivo Champions League 2036!”. E si sa, quando la dirigenza ha le idee chiare, costruire la squadra è più facile. Parte del gruppo –compreso il mitico mister Riillo- aveva deciso di seguirci dal GS Dal Pozzo per provare il grande salto in FIGC assieme a noi, mentre i restanti giocatori furono acquistati nei peggiori bar della zona durante una scoppiettante estate di calciomercato. Le modalità vertevano dai più semplici espedienti, che ricordavano lo scambio di figurine panini durante l’intervallo di scuola, alle promesse più assurde, tipo la conversione di goal in chupiti. Fu così che venne composto lo storico undici gialloverde che domenica 6 settembre 2015 scese in campo in uno stadio gremito e disputò la partita di esordio ufficiale della Frazione Calcistica. Fu un giorno emozionante, il primo grande momento di una folle avventura. Perché in fondo, parafrasando un grande poeta, è solo dalla merda che nascono i fior.
#annibuttati #rovescialaprospettiva


Per saperne di più riguardo la campagna:
https://fcdalpozzo.com/anni-

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